]> Utopia Socialista - Per un nuovo marxismo rivoluzionario http://www.socialist-utopia.org Web site della corrente di pensiero Utopia Socialista en Emergere in comune http://www.socialist-utopia.org/node/view/419 convegno internazionale<br> <br> <strong>fuori dalle logiche politico-militari</strong><br> <strong>EMERGERE IN COMUNE</strong><br> <strong>Firenze Teatro Saschall 1-4 maggio 2008</strong> <h2>Possiamo vivere diversamente e meglio insieme</h2> Per non subire le crescenti emergenze che ci opprimono, per provare a cambiare davvero e quindi sottrarci alle logiche politiche e militari, del conflitto distruttivo, dell’inimicizia, dell’egoismo, ti proponiamo di conoscerci e confrontarci. Stiamo cercando e sperimentando un impegno nuovo di comunanza per cambiare il mondo provando a cambiare innanzitutto noi stessi, lontano dalle beghe parlamentari e dagli imbrogli inevitabili della politica. Una comunanza per il bene comune delle donne e degli uomini, una comunanza positiva che avvalori e impari a nutrirsi delle individualità, delle speciali capacità femminili, delle diverse comunanze che cercano di cambiare. Stiamo cioè cercando e sperimentando un umanesimo che sappia mettere al centro l’affermazione benefica della vita per tutte le donne e gli uomini, facendo leva sulle migliori facoltà umane. Un umanesimo per noi coniugato con un’idea di socialismo universale, perché basato sulle persone e sulla crescita delle migliori qualità di ciascuna e ciascuno di noi. Immaginare, teorizzare e cominciare a praticare individualmente, nelle relazioni reciproche e in comune questi intenti di solidarietà, comunanza, altruismo e miglioramento, è un primo passo per cominciare a realizzarli. Lo scorso anno a Firenze il primo maggio di comunanza a fianco delle comunità in lotta (come la Val di Susa, Vicenza, San Pietro in Rosà e i giovani francesi in lotta) è stato un esempio di questa possibilità di comunanza solidale. Oggi ci rivolgiamo a te e a tutte le persone interessate a cambiare in prima persona e insieme agli altri, per costruire insieme un momento di incontro e di condivisione. Il Convegno internazionale che promuoviamo vuole essere un nuovo esperimento di confronto ideale vissuto da protagonisti. Per scoprire e riflettere insieme sulle radici universali della comunanza possibile tra le persone, per trarre le migliori lezioni dalle esperienze comunitarie e dalle persone che si sentono e cercano di essere in comune, spesso cominciando a solidarizzare ed autorganizzarsi per difendere ed affermare una vita migliore. Per provare ad emergere insieme, come umanità migliore dalla negatività opprimente. <h2>Dove, come, quando</h2> Il convegno internazionale si svolge a Firenze dal 1° al 4 maggio. Le attività principali si svolgeranno presso il teatro Saschall (lungarno A. Moro, 3) che è aperto tutto il giorno, in cui sono presenti la libreria Prospettiva, vari stand e uno spazio speciale per i bambini. Una parte dei circoli di dialogo pomeridiani si terrà presso l’Università di Firenze – Facoltà di Psicologia, via della Torretta,16. Per chi viene in auto: uscita Fi-Sud, poi seguire le indicazioni per il centro città. Per chi viene in treno: dalla Stazione di Firenze S.M.N. bus Ataf linea 14 direzione Girone. Il 1° maggio saranno disponibili le navette del convegno. I partecipanti al convegno potranno pernottare in campeggio, ostello e nelle case messe a disposizione, fino ad esaurimento posti, o in albergo su richiesta. Al Teatro Saschall ci sarà un servizio di bar e ristoro. Sito in aggiornamento http://www.socialist-utopia.org/node/view/417 Il sito di Utopia socialista è in corso di aggiornamento. Puoi trovare la rivista omonima presso l’editore Prospettiva Edizioni o nelle principali librerie.<br /> Ci scusiamo per il disagio temporaneo, nel frattempo è possibile contattarci all’indirizzo ufficiointernazionale@tin.it. Primo Maggio di Comunanza http://www.socialist-utopia.org/node/view/416 <h2>Al fianco delle comunità in lotta</h2> <br /> <strong>Firenze, Primo Maggio 2007, Teatro Saschall a partire dalle ore 10.30</strong> <br /> <br /> <br /> Dalla Val di Susa a Vicenza, da Scanzano a San Pietro in Rosà, da Bolzano a Serre: le comunità lottano per esigenze umane essenziali. Per motivi simili le persone si mobilitano anche in altri paesi: dal Cile alla Francia, dalla Bolivia al Messico. Sosteniamo queste lotte e le loro rivendicazioni, vogliamo capire le ragioni e i sentimenti che ispirano i/le protagonisti/e. La comunità non è solo una realtà da cui cominciare, può ispirare un’altra idea di relazioni e di società. La spinta alla comunanza può essere coltivata e sviluppata come alternativa di solidarietà e libertà contro le istituzioni repressive ed oppressive. Fuori subito le truppe israeliane da Gaza http://www.socialist-utopia.org/node/view/415 <h2>A fianco della lotta e della resistenza palestinese</h2> Nelle prime ore del 28 giugno l’esercito israeliano ha invaso la striscia di Gaza, già assediata da domenica. Mentre i carri armati sono entrati a Gaza, territorio autonomo palestinese, è in corso anche un attacco aereo. L’attacco è l’ennesimo atto criminale contro la gente di Palestina da parte dello Stato democratico armato e terrorista di Israele appoggiato dal sistema globale. Israele occupa da 50 anni le terre dei Palestinesi, che da altrettanto resistono e lottano. Gaza è uno dei luoghi dove si concentra la popolazione palestinese: milioni di persone civili, uomini, donne, bambini, anziani, che hanno la sola colpa di vivere (confinati) nelle proprie case e di ribellarsi e resistere contro la violenza assassina dello Stato israeliano. l’erompere delle società in Latino America http://www.socialist-utopia.org/node/view/414 di Manuel Martinez e Piero Neri<br /> <br /> Grandi movimenti sociali, fiammate rivoluzionarie e rivolte esprimono la peculiarità di come vive l’irrompere della società mondiale in America Latina. Per tutto ciò che della nostra società profonda contengono queste manifestazioni, che vanno ben oltre il piano rivendicativo, ci arrischiamo a dire che stanno mostrando una nuova radicalizzazione sociale e umana, effettivamente una vera novità, che caratterizza lo scenario multiforme di questo continente e che non a caso, non trova spazio nei mezzi di comunicazione internazionali preoccupati per le star della politica. guerra e religione in Somalia http://www.socialist-utopia.org/node/view/412 Dopo diversi giorni di combattimenti le truppe che fanno capo alle “corti islamiche” hanno conquistato Mogadiscio sconfiggendo e cacciando via i vari signori della guerra che finora si dividevano e contendevano il controllo della capitale somala. La conquista sembra salda e non pochi settori della popolazione sperano che getti le basi per una situazione di tranquillità ed ordine, come promette il nome stesso della coalizione vincitrice, che sembra più in grado di farlo di un governo ufficiale insediato all'estero e che “governa” da Nairobi, in Kenya. Palestina: la vita indomita e ostinata http://www.socialist-utopia.org/node/view/411 Di Fabio Beltrame<br /> <br /> Nel 1991 contro i popoli iracheni le potenze occidentali, Stati Uniti in testa, con l’appoggio dell’Ue decretarono l’embargo economico e commerciale. Si profilò il massacro silenzioso del popolo iracheno. I bambini e gli anziani furono i primi a morire. Fu una strage, centinaia di migliaia di morti il bilancio di quell’embargo. credi assoluti contro l’umanità http://www.socialist-utopia.org/node/view/410 Dall’attualità vengono continue sollecitazioni che rimandano all’esigenza di affrontare il tema della natura umana. Esigenza irrinunciabile non solo e tanto perché è sollecitata dalle movenze dei poteri negativi, politici e religiosi, alla ricerca costante di legittimazione, ma perché rimanda alle domande di fondo che continuamente si pone la specie e che erompono in modo confuso e caotico. nei sussulti della società profonda http://www.socialist-utopia.org/node/view/409 Neanche pretendere di rappresentare un dio in terra ha salvato il sovrano despota Gyanendra dall’irruzione della società nepalese, oppressa dalla tremenda violenza della politica che si incarna nella morsa tra dispotismo dello Stato e guerriglia maoista. 13.000 morti in vent’anni di conflitto; migliaia di desaparecidos di cui è responsabile l’esercito statale; migliaia di persone uccise, di bambini rapiti e obbligati a combattere per “la repubblica popolare” da parte della guerriglia maoista. Ad un certo punto la società decide, dai villaggi di montagna scendono migliaia di persone che si uniscono a chi vive nelle zone più popolose. Venti giorni di sciopero generale, tante mobilitazioni moltitudinarie che hanno sfidato tanto il coprifuoco e la repressione statale quanto la guerriglia, la dicono lunga sul grado di mobilitazione popolare. La stampa internazionale parla di mobilitazioni per la democrazia per via della direzione che queste mobilitazioni hanno avuto, i cosiddetti sette partiti dell’opposizione. Ma la gente non sembra limitarsi a questo: dopo vent’anni di violenza e miseria aspirano alla vita, non solo al ripristino della monarchia costituzionale come hanno chiesto i partiti dell’opposizione e ottenuto le mobilitazioni; vogliono la pace altro che “repubblica popolare maoista”! Lezioni elettorali: con la politica non se ne esce http://www.socialist-utopia.org/node/view/366 Con la politica non se ne esce: è evidente dai risultati di queste elezioni, è evidente dal modo in cui si è sviluppata la campagna elettorale, è evidente dal balletto dei numeri cui faranno seguito i giochi parlamentari. Rivalità sistemiche http://www.socialist-utopia.org/node/view/365 Qualche giorno fa l’ayatollah Khamenei ha proposto a Bush di negoziare sugli assetti dell’Iraq, esplicitando così la vera materia del contendere di cui la questione nucleare è una parte.<br /> Ufficialmente Bush ha rifiutato la proposta, anche se non è difficile leggere nelle dichiarazioni della Rice l’interesse, al contrario, che l’amministrazione americana ha nell’apertura di Khamenei. Intuiscono, perlomeno, che in tutto il medioriente debbono fare i conti con processi sociali ampi e profondi, e per loro sconosciuti, che non possono affrontare con le sole armi, per cui è per loro importante il rapporto con il clero sciita iraniano vista l’influenza che hanno nella zona. È un rapporto inevitabilmente conflittuale quello tra sistema democratico e regime iraniano: i primi non possono accettare altre potenze emergenti, e a confermare il rifiuto ufficiale alle trattative, Bush ha chiesto con urgenza al Congresso 75 milioni di dollari per “promuovere la democrazia in Iran” e minaccia, nuovamente, di intervenire militarmente per impedire l’armamento nucleare dell’Iran. Verso il 18 marzo ed oltre: l’Iraq e noi http://www.socialist-utopia.org/node/view/364 Di fronte ad una realtà drammatica si può rimanere spettatori, esserne solo testimoni o decidere piuttosto di diventare protagonisti di una reazione giusta e necessaria: l’Iraq pone tutti e ciascuno di fronte ad una scelta, come tanti altri avvenimenti drammatici ed estremi che si svolgono in questo nostro mondo pieno di guerre e di speranze. I tre anni trascorsi dall’ultima guerra e dall’inizio dell’occupazione delle forze angloamericane e occidentali sono un dramma tuttora in corso, simbolo e metafora del destino di tanti altri popoli e società ai quattro angoli del mondo. Scorrono nella memoria le molteplici ferite inflitte alla società irachena negli ultimi 25 anni: le immagini della guerra Iran-Iraq e il cinismo dei regimi che hanno mandato a morire centinaia di migliaia di persone, della lunga e sanguinaria dittatura di Saddam Hussein e, dal ’90 in poi, quelle del tragico susseguirsi di aggressioni militari, embargo, guerre e violenze contro i popoli iracheni; abbiamo ancora nella mente le foto delle torture ad Abu Ghraib e i notiziari quotidiani sugli innumerevoli attentati contro la popolazione inerme. Ci sembra allora un miracolo, che si deve alle risorse umane e al coraggio di tante donne e uomini, il fatto che la vita continui e che si coltivi ancora e tuttora la speranza, a Baghdad, a Bassora, nelle città e campagne dell’Iraq, nonostante il sangue, nonostante i lutti, la dignità offesa, le torture. Le immagini altrettanto vivide di quella umanità ci riportano alla possibilità di un futuro diverso, per loro e per noi. Da questa umanità e speranza che le bombe e la democrazia non possono eliminare o mettere a tacere – ma che ancora non sa ritrovarsi, avvalorarsi, migliorare, rompere con le abitudini al dominio e al servaggio – cominciano anche i problemi, le incertezze; dal loro svolgersi e distorcersi si originano persino i misfatti e le barbarie che attanagliano i popoli iracheni. Perché se è insopportabile l’offesa e la violenza dell’occupazione militare, sappiamo anche come un popolo prima oppresso come quello kurdo, ha scelto – presumendo di guadagnarsi una vita migliore, una liberazione e una dignità come popolo – di sostenere e partecipare all’import militare della democrazia a fianco degli occupanti angloamericani. Nello stesso tempo, la popolazione sciita, per tanto tempo oppressa dal regime saddamita che si appoggiava sulla minoranza sunnita, vive tentazioni e fiammate di revanscismo contro quest’ultima e comunque copre le violenze del nuovo regime democratico contro le minoranze. D’altro canto, nella popolazione sunnita non mancano simpatie e addirittura coinvolgimento attivo con la resistenza reazionaria che falcidia la popolazione civile. Il malefico intreccio tra politica e religione lacera, divide i popoli che ne sono vittime e protagonisti al contempo, moltiplica gli effetti devastanti dell’occupazione militare e del terrorismo, fa sì che i giochi geopolitici in Iraq da parte della Casa Bianca come di Teheran e di tanti altri passino tutti sulla pelle delle persone, della gente comune. Medio Oriente, Iraq, Nigeria: le tensioni del Dar al Islam http://www.socialist-utopia.org/node/view/363 Le ultime settimane segnano un passaggio importante nelle vicende che coinvolgono intensamente i musulmani e il mondo islamico. La schiacciante vittoria di Hamas nelle elezioni nei Territori palestinesi ha preceduto la rabbia e le forti tensioni provocate dalla pubblicazione su molti quotidiani occidentali delle vignette offensive di Mohammed e si è concatenata con esse negli effetti, mentre in Iraq è tuttora alta la tensione successiva alla nuova ondata di violenza tra sunniti e sciiti provocata dall’attentato alla Moschea dell’Imam Ali al Hadi, uno dei luoghi di culto più sacri per gli sciiti di tutto il mondo. Inciviltà democratica http://www.socialist-utopia.org/node/view/362 Possiamo capire meglio la vicenda umana e sociale legata alle vignette offensive su Mohammed se la inseriamo nel quadro d’assieme dello sgretolarsi lento ma inesorabile di tradizioni e istituti, di relazioni e valori, alimentato dalla crisi violenta e irreversibile del sistema dominante e dalle movenze degli apparati religiosi, e di come tutto questo è vissuto e rappresentato dalle persone. L’importanza di riflettere su questa vicenda risiede negli irrisolti e nelle possibilità di cambiamento che essa in qualche modo comporta. E' viva la lotta del popolo palestinese http://www.socialist-utopia.org/node/view/361 Le elezioni che si sono svolte nei territori palestinesi amministrati dall’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), hanno visto un ampio e generale successo della lista sostenuta da Hamas e la sonora sconfitta di quella di Al Fatah. Il risultato elettorale di Hamas è addirittura clamoroso: ottiene 76 seggi contro i 43 di Al Fatah, quindi la maggioranza assoluta ed i suoi candidati hanno avuto successo in tutti i territori, in alcuni addirittura plebiscitario.